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L’idea nacque
alcuni anni fa e prese vita da un’analisi attenta del meraviglioso
romanzo di William Golding “Il signore delle mosche”. Un gruppo di
ragazzi, scaraventato dal destino su un’isola deserta
alle prese con
i problemi organizzativi del caso e con la progressiva
frammentazione in sottogruppi
in guerra tra loro...

Ci colpì l’ovvio
aspetto antropologico di una situazione così esasperata ma
soprattutto il desiderio di esprimere, attraverso modalità
comportamentali sempre più lontane da quelle civilizzate, nuove
potenzialità fisiche e psicologiche.
La prima sperimentazione fu fatta con un
gruppo molto numeroso di insegnanti di Scuole Medie (circa una
settantina) che fu rinchiuso per tre giorni in uno stabile
scolastico. Divisi nelle canoniche “tre tribù” e datesi regole
interne per la divisione in ruoli, indispensabili per la buona
riuscita del gioco, gli insegnanti capirono ben presto che solo
l’uscita da alcuni schemi comportamentali abitudinari avrebbe loro
consentito qualche chance di vittoria nelle sfide incrociate tra le
tribù stesse.
Il laboratorio presenta tre diversi livelli di intervento:
Individuale: riguardante le
principali tecniche di espressione fisica, psicologica e vocale
utilizzate in teatro per potenziare le capacità di ogni singolo
attore di partecipare a situazioni fortemente emotive.
Di gruppo: riguardante le dinamiche interne a ogni
gruppo, alla sua composizione casuale e in rapporto alle regole
che il gruppo stesso saprà darsi.
Territoriale: di relazione cioè tra tutti i gruppi
messi di fronte a situazioni conflittuali, competitive e di
difesa-offesa del territorio proprio e altrui.
Arrivo
Arrivati al luogo
dello stage, i partecipanti saranno guidati alla visita del luogo e
alla mappatura visiva del territorio che aiuterà gli osservatori più
attenti alla risoluzione di alcuni problemi presentati nelle sfide
successive.
La commissione che
presiederà al gioco, dopo un breve discorso preliminare e di
conoscenza reciproca, deciderà la formazione dei gruppi (almeno
sette componenti per ogni tribù-teatrale; da qui la denominazione
dello stage “Teatribù”).
Formazione gruppi
I gruppi
verranno formati attraverso alcune tipologie di riferimento
caratteriali e fisiche che consentano di equilibrare i gruppi per le
varie sfide ma anche tenendo conto di alcune caratteristiche che
possano dare ad ogni gruppo una “psicologia” specifica, peculiare
per quel gruppo.
Presentazione regole del gioco e punteggi

Formate le Tribù,
verrà distribuito il regolamento a cui ogni singolo componente o
gruppo dovrà attenersi per il corretto funzionamento del gioco.
Il gioco consiste
in alcune sfide tra i tre gruppi che nomineranno, di volta in
volta e in base alle caratteristiche della sfida, i componenti del
proprio gruppo ritenuti più idonei.
Le
sfide avranno sostanzialmente tre caratteristiche:
-
di tipo espressivo (capacità di esprimere stati
d’animo attraverso i gesti, la voce, gli sguardi)
-
di tipo intellettivo (capacità di risolvere quesiti,
enigmi etc)
-
di tipo fisico (capacità di competere in semplici
giochi di destrezza, di resistenza o di potenza fisica)
Ovviamente verrà
privilegiato l’aspetto espressivo e, per questo motivo, i conduttori
dello stage si divideranno, di volta in volta, nelle tribù, per dare
dei suggerimenti e spiegare sinteticamente alcune tecniche
espressive utili al superamento del gioco.
Una tabella di
attribuzione di punteggi per ogni sfida assegnerà ad ogni gruppo ma
anche a ciascun componente, un “valore numerico” che terrà conto non
solo del risultato raggiunto ma anche dell’impegno, della
concentrazione, del rispetto delle regole, della dedizione alla
causa del gruppo di appartenenza che noi pensiamo siano una
caratteristica fondamentale del gioco.
Divisione territori

Particolare cura
sarà data all’individuazione e alla assegnazione dei territori
propri di ciascuna Teatribù.
La tutela del
proprio territorio, degli oggetti in esso presenti e soprattutto la
difesa del simbolo che ogni gruppo assumerà come proprio Totem
di riconoscimento, saranno un obbligo primario per ogni gruppo.
L’estensione del gioco anche nella fase notturna dello stage,
obbligherà i partecipanti a darsi veri e propri turni di guardia per
la difesa del territorio.
L’eventuale conquista del Totem da parte di un gruppo rivale,
consentirà a questo di aumentare il punteggio nei giochi successivi,
secondo un coefficiente prestabilito.

Le sfide avverranno in un quarto territorio, considerato neutrale.
Autoregolamentazione delle tribù
La struttura
sociale di ogni gruppo sarà decisa dai componenti stessi, negli
orari attribuiti a questo compito.
Ogni Teatribù
deciderà a chi affidare il comando del gruppo se lo riterrà
necessario o se attribuirsi delle forme organizzative di tipo
assembleare o altro ancora.
Durante lo stage,
comunque, ogni gruppo potrà cambiare l’organizzazione interna, pena
però una riduzione nel coefficiente di valorizzazione dei punteggi
acquisiti nei giochi successivi.
Classifiche finali
Alla fine dello
stage la “commissione” che presiederà al gioco, valutati tutti i
punteggi acquisiti e valutati anche eventuali ricorsi riguardanti lo
svolgimento delle singole sfide e i vari comportamenti territoriali,
determinerà un gruppo vincitore e un singolo componente vincitore
del gioco, non necessariamente appartenente al gruppo vittorioso.
Verranno altresì
riconosciute delle particolari menzioni riguardanti l’impegno
profuso nel corso dello stage, la dedizione al gruppo, la capacità
organizzativa e quella di mettersi in gioco (quattro caratteristiche
senza le quali, pensiamo, ogni potenzialità artistico-espressiva
risulta monca e priva di qualità umane profonde)

Scioglimento gruppi
I gruppi, dopo una
riunione di discussione delle tematiche e delle prove affrontate
nel corso della stage, e dopo una meritatissima cena comune, saranno
sciolti e congedati.
Finalità del gioco
Con Teatribù
abbiamo cercato di unire le caratteristiche di un stage teatrale
con quelle di uno stage di stampo socio-antropologico. La scelta
non è casuale ma dovuta alla contaminazione di cui, negli ultimi
decenni, teatro e antropologia sono stati protagonisti. Il
teatro si è spesso soffermato sui concetti di spazio-territorio,
di coesione o disgregazione di gruppo, di espressività corporea
simbolica, di istinto conservativo o aggressivo etc.
D’altra parte in molte regioni e culture del mondo i codici
rappresentativi, non solo verbali, sono parte integrante delle
capacità espressive dell’uomo e la distinzione tra uomo e attore
è molto più sfumata se non inesistente.
Riteniamo quindi che un pur breve approccio a questo tipo di
lavoro consenta di integrare aspetti che la nostra cultura ha
scisso in mille rivoli difficilmente comunicanti tra di loro.
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