ONDE non solo parole

 

 

Che tipo di mondo percepisce una persona con sordità o con cecità? Come possono agire e comunicare in un contesto in cui l’udito e la vista sono una componente straordinariamente importante per la vita stessa?
L’ovvia risposta che si potrebbe dare è che, in un mondo come il nostro, non é un caso che gli uomini siano dotati
di occhi per vedere ed orecchie per UDIRE.

Ma il nostro mondo é quello in cui si muovono anche lucertole totalmente cieche; serpenti che percepiscono le forme di vita attraverso il calore o le vibrazioni dei corpi; mammiferi, uccelli e pesci che si muovono nel mondo attraverso sentieri di odori, o segnali radar, o ultrasuoni, o percependo le piste magnetiche che percorrono il globo. Allora l’ingenua domanda iniziale si capovolge in una totalmente diversa e dal fascino strano: “Che tipo di mondo percepiamo noi nella limitatezza di un unico sistema percettivo? Che cosa non vediamo, non udiamo, non percepiamo, non essendo in possesso di nessun’altra modalità con la quale interagire col mondo? O queste modalità le abbiamo in noi ma sono solo assopite?

 

“ONDE” è un tentativo di “rappresentare” il contatto con questo modo diverso di percepire il mondo,
di dare possibili interpretazioni, letture o mappature, di
segnali, oscillazioni, onde di materia - energia -
che arrivano solo in modo diverso alla coscienza che li deve interpretare.

Ma è anche il privilegio di entrare in contatto con chi ha trovato nella propria coscienza, un nuovo modo di decifrare, di rapportarsi, di interagire con la realtà; con chi é già consapevole di essere fatto anche di oscillazioni, di vibrazioni, di onde appunto. Il racconto di un viaggio, verso spiagge, lidi, foreste, savane, montagne o mari. Il racconto di un’esplorazione di qualcosa che esiste nella sua inquietante maestosità ma è vissuto, percepito e interpretato da parte di un qualcuno che segue piste diverse dalle nostre. Un viaggio tra simboliche “onde marine”, una sorta di novella Odissea tra luoghi del nostro pianeta molto diversi tra loro. Ma anche un viaggio tra “onde” diverse, in un oceano spogliato dal fragore dei cavalloni sulle scogliere ma non privato dell’ascolto della poderosa energia che quelle onde scagliano sulla terra ferma e su chi sa ascoltare.

 


 Lo spettacolo, realizzato con attori udenti e non udenti, si avvale del  linguaggio verbale, corporeo e della LIS
(lingua italiana dei segni). Quest’ultima, anziché essere un semplice strumento di traduzione, 
diviene parte integrante della scena, attraverso i vari personaggi.

E’ probabilmente il primo esperimento in Italia in cui la LIS
è espressione artistica all’interno di uno spettacolo teatrale,
incorporata e fusa con la gestualità comune a tutti,
alternandosi e unendosi al  linguaggio verbale e all’espressività facciale e corporea.

Gli attori si muovono all’unisono attraverso i vari stili espressivi, e alternano momenti poetici e di  riflessione,
a situazioni comiche in cui si ironizza anche sull’espressività e sulla lingua dei   segni stessa.


Foto Album

Progetto ONDE

in collaborazione con