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Laboratorio di Sviluppo
Percettivo e Interpretativo
Percorso Formativo 1° anno – Coincide con
VareseCorsi. E’il vero inizio per tutti quelli che partono da zero
In una fredda sera d’inizio
Novembre, apriamo la porta della palestra di una scuola e, con il
registro in mano, diamo una scorsa ai nomi cercando di immaginarci i
volti che vedremo poco dopo. Uno ad uno, gli iscritti al corso
entrano, con un po’ di tensione e un leggero disagio per via
dell’ambiente estraneo in cui si trovano. Le prime battute per
rompere il ghiaccio, gli sguardi indagatori per capire chi si ha
davanti, le facce a punto interrogativo che si chiedono: Ogni anno si ricomincia con nuove persone che ancora non sanno niente di noi, né hanno idea di dove verranno portate sotto la nostra guida. Il percorso del primo anno punta tutto alla scoperta, alla rottura degli schemi, all’apertura di nuove visioni. Gli allievi vengono portati un po’ alla volta a prendere coscienza del proprio corpo, attraverso esercizi attivi e dinamici, e delle proprie sensazioni. Si vuole condurre verso una maggior consapevolezza delle percezioni fisiche ed emozionali. Gli esercizi spesso sortiscono sorpresa e curiosità, divertimento, ma anche resistenza laddove si va a sfiorare qualche punto sensibile. A mano a mano che si procede nel lavoro, si cerca di creare un clima di gruppo sereno e collaborativo, per permettere a tutti di esprimersi in libertà ma nel rispetto dell’altro. Vengono sollecitate delle risposte emotive e questo permette di scoprire aspetti nuovi dentro di sé. Con l’introduzione del testo, ci si concentra su esercizi di natura “tecnica” atti a insegnare come si sta in scena e come si rende un personaggio credibile. Il lavoro dei primi mesi, anche se apparentemente scollegato, viene ripescato e utilizzato in prossimità della messa in scena, quadrando così il cerchio tra il percorso personale e quello teatrale, che alla fine coincidono. Tutto quello che resta da scoprire, lo si scopre la sera dello spettacolo, sul palco, davanti agli spettatori. 2° anno – E’ la prosecuzione
dell’anno precedente. Si costituisce un gruppo teatrale C’è ancora nell’aria il
tiepido dell’estate, a Settembre, quando avviene la rimpatriata del
gruppo. Oramai tutti si conoscono abbastanza bene, dopo l’avventura
vissuta assieme, e c’è un clima rilassato e divertito. C’è fermento,
c’è la voglia di riprendere il percorso concluso a Giugno. Si
riparte con nuovi obiettivi, si passa alla seconda fase del lavoro,
in cui si va più a fondo. Durante il secondo anno si mettono le
fondamenta affinché si crei una realtà stabile. Si lavora su un
testo che offre nuove opportunità di conoscenza di sé stessi, si
incoraggia vivamente la condivisione all’interno del gruppo. Gli
esercizi proposti sono un po’ più tecnici, e puntano a offrire nuovi
strumenti per migliorare sia l’interpretazione che le capacità
legate al tempo, al ritmo, alla percezione dello spazio, ai tempi
comici, alla risposta del pubblico, alla sensibilità nel percepire
l’atmosfera presente nel gruppo e in teatro. Anche in questo caso,
si riceve in base a quanto si dà, e si ottiene in base a quanto ci
si applica. Anche se viene richiesto un impegno maggiore, il
rapporto personale che si viene a creare con gli insegnanti permette
di lavorare con maggior rilassatezza, sentendosi a proprio agio e
potendo contare su un gruppo già costituito, che dovrà però
affrontare nuove sfide e superare nuove prove. Percorso Formativo 3° anno – E’ l’anno in
cui si capiscono le sorti del gruppo. Prosegue chi è realmente
motivato Al rientro dalle ferie, oramai l’incontro del gruppo è festoso ed è come tornare “in famiglia”. I volti sono ormai conosciuti, le personalità si sono amalgamate, e il gruppo ha trovato un suo equilibrio. Il rapporto è davvero amicale, e ritrovarsi è tornare in uno spazio accogliente. In questo ulteriore step, c’è bisogno di nuovi obiettivi. La sfida sarà un testo più impegnativo, grazie al quale si potrà lavorare a fondo sulla psicologia dei personaggi. Si affinerà la tecnica, cercando di fornire nuovi strumenti per migliorare l’aspetto interpretativo. Verranno proposti esercizi più specifici sull’ascolto, sulla dizione, sulla presenza di scena. Si lavorerà molto anche sulle energie, individuali e di gruppo, cercando di far comprendere come la consapevolezza incida moltissimo sulla performance attorale. La scoperta di sé prosegue e va più in profondità, mettendo in luce nuovi ostacoli da superare, legati per lo più al rapporto con se stessi. Il supporto degli insegnanti rimane stabile e personale, grazie alla maggior conoscenza che si è stabilita negli anni finora trascorsi.
4° anno – Da questo momento in poi, il gruppo ha una reale identità. Può capitare che vengano integrate alcune persone da altri gruppi che si sono sciolti, mescolando così le energie e creando nuovi “assetti umani”. Il lavoro può proseguire di anno in anno, avendo come obiettivo ogni volta un testo diverso e uno stile diverso, che possono spaziare dal comico, al drammatico, dal naturalistico all’astratto, dall’assurdo allo stile di ispirazione cinematografica, dal testo classico al testo creato in improvvisazione. Le persone che proseguono il percorso diventano parte integrante della realtà creata da Elidan e costituiscono un nucleo importantissimo che dà stabilità.
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